Ben ritrovati carissimi lettori del blog. Giusto qualche settimana fa si è svolta la settantatreesima edizione del Festival della Canzone Italiana, se sempre tutt’oggi così si può definire. Ma com’è cominciato quest’anno?
Martedì 7 Febbraio 2023, ore 21:00 circa. Dapprima verso ora di cena c’è stato il così chiamato infatti “Primafestival”, un’anteprima di quanto riguardava la prima tanto attesa (forse si, forse no) serata di questa ormai storica e tradizionale rassegna tutta italiana. Qui nel presentare una bella tipa, Andrea Delogu, personaggio rivelazione in questi ultimi anni già da tempo volto di Rai 2.

Fino a giungere al fatidico orario d’apertura. Parte l’intro, simile alla fine a quello dell’anno scorso palesemente scopiazzato da quello della mitica e oramai storica console da gioco PlayStation 3 con a seguire l’orchestra e le presentazioni da parte del riconfermato conduttore principale Amedeo Umberto Rita Sebastiani, molto meglio conosciuto come Amadeus.

Ma la Sony non ha ancora esposto causa alla Rai per avere plagiato l’intro? Come mai? Sarà perché all’estero il nostro Festival non se lo caga nessuno?!
Ospite, anzi, superospite d’onore il nostro presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella già al secondo mandato. Accompagnato dalla figlia, egli non sarà rimasto al teatro Ariston per più di un’ora avendo ormai una certa età. Non sarei retto neanch’io forse, essendo nettamente più giovane. Ma fin qui quest’ospitata ci sta, essendo lui il maggior rappresentante della nostra nazione.

Ma altro superospite, ancora una volta lui. Roberto Benigni. A parlare alla fine dei soliti argomenti riguardo la costituzione italiana, e l’ha ripetuto anche stavolta, per lui è addirittura “la più bella al mondo!”. O detto con la sua tipica parlata toscana: “ah iù beha al mondo!” Senza alcuna offesa per i toscani, si capisce. Dopodiché altro discorso ormai ad avere stancato sull’antifascismo. Già, si capisce ormai questo Festival è prettamente sinistroide, e ancora neanche il nuovo governo di Giorgia del quale ne ho parlato dell’articolo precedente ci ha potuto mettere la sua. Ora, caro Roberto, a parte i tuoi ideali mi sei sempre piaciuto con i tuoi divertenti e geniali film come “Il piccolo diavolo”, “Johnny Stecchino”, “La vita è bella”, “Pinocchio”, “La tigre e la neve” e così via dicendo. Come regista e attore sei sempre stato indubbiamente un genio, ma per favore, basta parlare dei soliti argomenti specialmente a riguardo dei tuoi ideali politici! (e quelli di tale Festival, ovviamente). Perché piuttosto non ci parli di arte, cultura, e specialmente cinema essendo il tuo vero campo? Magari di musica e artisti correlati al cinema. Mi dispiace Roberto, ti ho sempre stimato ma stavolta non mi sei piaciuto, bocciato! Non è infatti neanche la prima volta ti ospitano qui a Sanremo sul palco dell’Ariston ultrapagato da noi italiani, che d’altronde tutt’oggi paghiamo questo vergognoso canone per ascoltare cazzate colossali come le tue.

Piuttosto mi sei molto di più piaciuto in passato, specialmente nel 2004 quando di botta hai tirato i coglioni a Pippo Baudo, altro storico presentatore, gridando in pubblico: “SCOOP! I capelli di Pippo son veri! È il pisello che è finto!” Sei così entrato di diritto nella storia del trash televisivo italiano, trash d’altronde immancabile in tale Festival specialmente dagli ultimi 30, o forse 40 anni a questa parte. Già, perché la prima edizione risale al 1950 e allora si celebrava all’interno del Casinò di Sanremo, quasi in mezzo alle roulettes da gioco, e da allora si è sempre celebrato persino in tempi di pandemia come nell’edizione 2021 priva di spettatori. In quella precedente, celebratasi giusto qualche giorno prima dell’inizio di quest’era tragica caratterizzante l’inizio del nuovo decennio, ovviamente non era mancato qualche altro momento d’alto trashsume con la sceneggiata fra Morgan e Bugo. È dovuto scoppiare giusto il coronavirus, poi variato nella terminologia COVID per far smettere la TV italiana di parlare a riguardo di tutto ciò. Infatti di certi argomenti se ne parla più fino all’ossessione, e se per quasi un mese non si vociferava altro di quanto accaduto fra questi due artisti, poi per addirittura quasi 3 anni ci hanno frantumato le meningi per non dire le gonadi con i soliti argomenti su aumento dei contagi, lockdown e varie restrizioni, divieti e vaccini. Allora al governo come premier avevamo il tremendo Giuseppe Conte.


Ma torniamo all’argomento più esilarante riguardo il Festival di Sanremo: il trash. Come spiegato di certo non è la prima volta in tale occasione si presentano momenti di clamore e pura spazzatura televisiva. Torniamo ad esempio al 1992, quando presentava sempre l’immancabile “Pippone”, SuperPippo Baudo e ad un certo punto viene interrotto dal repentino intervento sul palco di un folle personaggio poi riconosciuto come “Cavallo Pazzo”. Questo tirandolo dal polso gridando in anticipo il nome del vincitore secondo lui: Fausto Leali. Ma non ci azzeccò. Tale personaggio subito allontanato dagli uomini della sicurezza, e Pippo come sempre con molta classe e compostezza non ha potuto fare altro che chiedere scusa agli spettatori.
Qualche anno dopo, Festival di Sanremo del 1995, se non erro finora il più seguito nella storia. Presentato sempre da Pippo Baudo e accompagnato da quelle a mio avviso che sono state le più belle vallette nella storia di tale rassegna canora. Ovvero le splendide Anna Falchi e Claudia Koll.

Edizione quella del 1995 riconosciuta come la più trash di sempre. Specialmente per l’accaduto di un altro tizio poi dichiaratosi a nome di Pino Pagano. Baudo stava parlando ai microfoni intervistando alcuni sostenitori di una raccolta fondi, quando all’improvviso fra il pubblico si innalzarono dei toni di stupore guardando verso l’alto. Questo personaggio, con indosso un discutibile maglione grigio come di moda a quei tempi nel decennio ’90, si era messo in bilico su una balaustra della platea minacciando di buttarsi sotto, di volerla fare finita perché disperato. Chi ci ha pensato nel salvargli la vita, con un gesto da super eroe? Ovviamente Pippo. Nessuno intervento da parte delle forze dell’ordine stranamente, rimasti immobili nel guardare il tutto alle spalle di tale signor Pagano. Questo qualche mese dopo ha poi confessato il tutto alle telecamere degli inviati di Striscia La Notizia come fosse stato tutto palesemente preparato.


E poi in tempi più recenti, nell’edizione del 2010 niente popò di meno che il principe Emanuele Filiberto di Savoia assieme a Pupo e Luca Canonici presenta in gara il brano “Italia Amore Mio”. Alla serata finale però, altro momento di trashume quando l’orchestra ha volato per aria gli spartiti per protesta contro il televoto, avendo penalizzato tale brano in favore dell’allora vincitrice Malika Ayane.

Tornando quindi ai tempi attuali, in questa edizione del 2023 il trash allo stato puro già dalla prima serata di Martedì 7 Febbraio grazie all’esibizione di Blanco, stavolta altro ospite e non in gara ricordato per avere vinto l’anno precedente quindi nel 2022 assieme a Mahmood con il brano “Brividi”. Stavolta presenta quindi la sua nuova hit “L’isola delle rose”, ma durante l’esibizione qualcosa non va. Ad un certo punto smette di cantare mentre i musicisti ancora suonano, ci sta un problema con i suoi auricolari. Cosa s’inventa allora? Eccolo prendere a calci le rose poste in maniera molto elegante sul palco, combinando un gran marasma con tanto di insulti da parte del pubblico. Finita, e anche d’anticipo la sua esibizione interviene Amadeus porgendo le scuse e invitandolo a rimediare questo inconveniente tecnico proponendogli uno spazio per ripetere la sua performance canora. il giovane Blanco però si rifiuta, dicendo solamente: “Tanto dovevo comunque farci un qualcosa con quelle rose, l’ho fatto per divertirmi e per la musica! La musica è sempre la musica!”. Forse non tutti lo sanno, ma prima di intraprendere tale carriera musicale è stato un calciatore, ed evidentemente ha ancora una gran voglia di tirare calci, un po’ a tutto.
Non ho ancora parlato però di chi ha affiancato Amadeus quest’anno nella conduzione del Festival. L’anno scorso è stato in gara con “Apri tutte le porte” scritta da Jovanotti. Ma si, lui! L’eterno ragazzo di Monghidoro, Gianni Morandi! E proprio grazie a Blanco si può dire a tutti gli effetti, stavolta ha scopato a Sanremo! Ha rimediato infatti nel verso senso della parola armato di scopa nel ripulire tutto quel macello di rose sparpagliate, e premuroso potesse accadere qualcos’altro anche alla finale, torna munito di tale attrezzo anche qui addirittura fino alla premiazione del vincitore Marco Mengoni! Questo però artista vero e vittoria meritata a mio parere, gran voce e impeccabile la sua compostezza. Blanco è l’idolo di molte ventenni / venticinquenni vedo, e difendono tale suo gesto data la ancora sua giovane età dicendo non ci stava nulla di preparato. Ma ne siamo sicuri? Guardate il video ufficiale di questa “Isola delle rose su YouTube”.

Quindi Amadeus e Gianni Morandi conduttori dell’edizione 2023 del Festival di Sanremo, ma le donne non possono mai mancare. Chi quest’anno quindi? È il festival della sinistra dicevamo, quindi…ma certo! Chi non se Chiara Ferragni?

Un personaggio nato sul web la Ferragni, periodo 2008 / 2009 o giù di lì, l’era di Netlog invaso da truzzi, emo e scene queens nonché poser. Ogni moda ha la sua era e tutto prima o poi svanisce, quindi normalmente quei tempi sono finiti. Allora ci lamentavano del peggio, ma a questo non c’è mai fine. Di gran discussione gli abiti indossati da Chiara, prima sulla schiena la scritta “Sentiti Libera” come comunque un apparentemente bel messaggio contro ogni tipo di pregiudizio, poi un altro praticamente trasparente detto da lei “disegnato sul suo corpo”, e poi tutto il resto. Ci ho riflettuto su di lei, secondo me è una ragazza molto furba ad avere capito cosa meglio vuole la società di oggi, quindi bravissima a comparire fuori dal nulla, o meglio dal web costruendo attorno a sé un marchio di fabbrica chiamato “Ferragnez” assieme a suo marito Federico Lucia ovvero Fedez, quindi tutto un grande oggetto di business. Peccato sia tutto del finto buonismo cara gente.
Ecco, a proposito di Fedez, il trash generato da Blanco evidentemente non era ancora bastato. Fra gli artisti in gara quest’anno presente un altro artista ancora più ambiguo di lui, un certo Rosa Chemical con il brano “Made in Italy”. Cos’avranno mai combinato questi due?


“Parparapampapam! Parparapampapam! Ehi sexy lady!” Come dice tale brano. Durante l’esibizione della serata finale di Sabato 10 Febbraio, ad un certo momento và in mezzo al pubblico dove in prima fila era seduto Fedez e simulano assieme un vero e proprio atto sessuale fra gay. Come se questo non bastasse, finito il pezzo si dirigono entrambi verso il palcoscenico concludendo il tutto con un bacio molto passionale. Cosa poi è successo nel fuori onda, durante la pausa pubblicità? Sembrerebbe c’è stata una certa discussione fra i coniugi Ferragnez.

Ma fortunatamente, ancora esiste qualche piccolo spazio per la vera musica all’interno di tale Festival. Super ospiti internazionali alla finale di Sabato i Depeche Mode! Si esibiscono con il loro ultimo brano “Ghosts Again” anticipante il loro nuovo album “Memento mori” più il loro classico cavallo di battaglia “Personal Jesus”. Purtroppo il loro tastierista Andy Fletcher è venuto a mancare nel Maggio 2022 in seguito ad una dissezione aortica, ma loro anche senza di lui hanno dimostrato sempre di esser il top. Ragazzi, 8 minuti e 30 di esibizione a mio parere valsi più di tutte e 5 le serate.

Altri ospiti internazionali alla serata finale i Black Eyed Peas, recentemente tornati attivi con diverse nuove hits e alcune di queste cantate sul palco dell’Ariston. Peccato senza autotune né playback non rendono un granché, come già dimostrato nel 2004 dov’erano sempre qui stati ospiti allora assieme a Fergie Ferguson, oggi sostituita dalla brasiliana Anitta e della quale con tutto il rispetto ne sento molto la mancanza. Per me i B.E.P. senza di lei non sono più allo stesso livello.

Torniamo un attimo indietro, altre due donne si sono aggiunte ad accompagnare i conduttori Amadeus e Gianni Morandi nella conduzione di quest’anno. Rispettivamente Francesca Fagnani alla seconda serata di Mercoledì 8 Febbraio, e la pallavolista Paola Enogu alla terza serata di Giovedì 9.


E sempre parlando di donne alla serata a mio parere più interessante di questa edizione, quella di Venerdì 10 dedicata alla cover vinta da Marco Mengoni con la sua interpretazione di “Let It Be” dei Beatles assieme alle coriste The Kingdom Choir, ne sono state presenti due veramente stupende sempre ad affiancare i due conduttori. Le attrici Luisa Ranieri e Chiara Francini. La prima a mettere in evidenza le sue bellissime curve grazie ad un abito fermato Versace, la seconda ad avere poi interpretato un bellissimo monologo.


Ah sì, Giovedì 9 sono stati ospiti anche i Manëskin. Piacciono ormai a più di mezza Italia eccetto me, già non mi dicevano niente ai tempi di “Marlena torna a casa” quando ancora non avevano questo livello così alto di popolarità. Saranno pure bravi e ci metteranno passione per carità su questo non ci piove, ma la voce di Damiano non mi è mai piaciuta e per me sono un gruppo fin troppo sopravvalutato. Proprio come Vasco, il Dio musicale dell’italiano medio che ormai ha avuto il suo tempo. E si cara gente, su questo mio spazio online non ho peli sulla lingua. Damiano da capellone ha adesso presentato un nuovo look con la testa rasata. La bassista Vittoria invece di origine svedese sarà pure carina si, anche sexy ma non per denigrarla, peccato non ha tette. Non ho peli sulla lingua ripeto, e fisicamente la Ranieri e la Francini si avvicinano decisamente meglio al mio stereotipo di donna ideale. Manëskin quindi, nome che in svedese significa “Chiaro di luna”, alla fine dei conti si rivelano gli ennesimi artisti sostenuti dalla politica di sinistra e a loro volta essi sostenitori di questa. Non a caso quando Giorgia Meloni si è confermata premier, Damiano si è alzato con la luna storta cantando con il suo miagolio: “Today Is a bad day for my country”. Ok carissimo, quindi secondo te con un governo di sinistra sarebbe successo un miracolo, salvando la nostra nazione?


L’esibizione dei Mäneskin comunque non l’ho voluta seguire, ero anche stanco quella sera e me ne sono andato a letto.
È il festival della sinistra e anche dell’omosessualità, ma questa non capisco come mai in tale Italia sembra sia appoggiata solamente dalle ideologie sinistroidi. Essendo etero non ho assolutamente nulla contro gli omosessuali, generalmente sono persone educate e di gran rispetto ma come qualsiasi persona, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, ritengo sia giusto bisogna rispettare determinati canoni del pudore in TV come nella società di tutti i giorni. Ad esempio una coppia etero oppure gay è giustissimo in privato ad esempio dentro le mura domestiche possano farci di tutto, ma non sugli schermi televisivi a maggior ragione di un festival canoro di grande tradizione per l’Italia così come in pubblico. Stima per il vincitore Marco Mengoni, vittoria meritatissima essendo un artista validissimo per la sua grande estensione vocale. Una voce dagli acuti potentissimi, ma inoltre sono stati una gran rivelazione Tananai, che ricordo come ex dj con il nome Not For Us e Lazza con il brano “Cenere” di stile piuttosto dance. Stima ripeto per Mengoni anche per dichiarare la sua omosessualità con molta serietà e compostezza, proprio come Tiziano Ferro. Abbiamo parlato di trash e scalpore in base a quanto accaduto qui sul palco del teatro Ariston di Sanremo, ma traendone le conclusioni è tutto un sistema ben preparato ormai ogni anno per destare per l’appunto scalpore, facendone parlare assai e aumentando così lo share degli spettatori.
Mia classifica personale di Sanremo 2023?
1) Colapesce & Di Martino – Splash: Già vincitori morali dell’edizione 2021 quando vinsero i Mäneskin con “Zitti e Buoni” arrivando a vincere poi addirittura l’Eurovision Song Contest. Tormentone “Musica Leggerissima” per tutta l’Estate, ne avevo anch’io rielaborato una mia versione remix. Splash a mio avviso è ancora più di qualità, loro sono puramente ispirati allo stile anni ’80 di Franco Battiato ma purtroppo non stanno replicando di quanto mi pare il successo del di 2 anni fa. Adesso uscirà anche un loro film, e me lo vedrò.
2) Cugini Di Campagna – Lettera 22: Il giusto esempio di come “Gallina vecchia fa buon brodo”. Molto gradevoli tutt’oggi quelle sonorità particolarmente anni ’70 assieme alle loro tipiche voci bianche. Ho pensato si sposano bene con il funky e la disco tipiche di quel decennio e infatti li ho mashuppati con un brano di Purple Disco Machine, artista contemporaneo nel riproporre determinati stili. Ho dato così vita a “Bodyfunk #22”.
3) Giorgia – Parole Dette Male: Brano molto criticato per la troppa semplicità del testo in base a quanto dicono, ma io l’ho gradito parecchio. Lei un’altra gran voce e quel suono mi ha ritrasportato nei bei anni ’90 come l’edizione del 1995 che ho qui ricordato, quando vi se con “Come Saprei”.
4) Lazza – Cenere: Occhio perché questo pezzo sta andando molto forte e presumo continuerà ad andare anche quest’Estate in varie versioni remix che stanno uscendo. Di per sé è già dance, e replica in qualche modo “Dove Si Balla” di Dargen D’Amico presentato qui a Sanremo l’anno scorso.
5) Articolo 31 – Il Grande Viaggio: Un altro gruppo sinistroide, ma chi l’avrebbe mai detto ho comunque gradito il loro ritorno con questo nuovo pezzo. Si vociferava già da un paio d’anni della loro reunion. Alla fine a prescindere dall’orientamento politico fra gli anni ’90 e 2000 siamo un po’ tutti cresciuti con le loro canzoni. Tale nuovo brano inizialmente al primo ascolto non mi aveva colpito, poi riascoltandolo me ho appreso il significato ed è molto bello. Quello accaduto un po’ a tutti e anche a me in prima persona, si rimane nostalgici del passato e di bei momenti spensierati quando di botta, all’improvviso ci si ritrova grandi con più responsabilità e preoccupazioni. Ho visto 2 volte dal vivo Dj Jad ed è un vero spettacolo sentirlo scratchare con i giradischi, anche J-Ax nel 2009 ma ritengo senza di lui non è nessuno, se non un artefice di musica per ragazzini. Negli anni ’90 gli Articoli 31 sono stati una vera rivelazione sulla scena del rap italiano, allora nettamente più di qualità rispetto ad oggi.
Concludendo, ancora complimentoni vivissimi al vincitore Marco Mengoni. La sua voce credo si presterebbe benissimo alla musica trance che propongo da anni. Non voglio fantasticare troppo in alto, ma chissà se un domani potrei riuscire a collaborare con lui. Ne sarei onoratissimo, ma mi accontenterei anche solo di remixare qualche suo pezzo. Al prossimo articolo, il vostro Scomodo Personaggio.




